Letter to March

 

 

 

Ho un diario in cui, occasionalmente, appunto pensieri, emozioni, idee. All’inizio dell’anno è diventando anche il posto in cui tornare alla fine di ogni mese per annotare il bello che il mese avrebbe regalato come esercizio di gratitudine.  I momenti da ricordare, gli episodi banali e trascurabili ma significativi che cambiano la giornata in meglio. Mi sono resa conto di non essermi ancora fermata a ripensare a marzo, un mese a cui sento di dovere almeno alcune parole.

Credo che gli eventi sembrino surreali in due casi diametralmente opposti. Quando si verificano  in modo inaspettato, fuori dai programmi, come un regalo della vita, un allinearsi delle stelle, oppure quando nel caso opposto sembrano non arrivare più. Quando scivolano tra le mani come fumo, quando l’attesa estende il tempo e non si pensa più a quando arriverò ma se mai giungerò ad una meta. Marzo per me ha cancellato i se diventando finalmente un quando, una data, una linea di arrivo, un traguardo tanto atteso. 

Convivere con l’ansia molto spesso fa dimenticare che l’attesa è fatta anche di entusiasmo, eppure ho avuto la prova che oltre le lenti della paura c’è un mondo diverso dove c’è posto per una bella giornata, dove i sacrifici e il duro lavoro alla fine vengono ricompensati. Ho capito che il momento perfetto si trova nascosto tra mille momenti imperfetti e che la sua bellezza e perfezione sta proprio nell’essere un’eccezione, la quiete in mezzo al caos. La mia storia degli ultimi sei anni non è lineare o semplice, sono ancora molti i puntini che non riesco a connettere, le domande a cui  non so dare risposta. Ora però ho un nuovo inizio ed è emozionante e spaventoso trovarsi davanti ad una pagina bianca da riempiere con parole nuove, racconti migliori. 

Forse era davvero la fine dell’inverno e dobbiamo solo aspettare che la primavera lentamente fiorisca.  

 

 

I keep a diary where I write from time to time my thoughts, feelings, ideas. At the beginning of the year, I thought that a great exercise to practice gratitude was to write down at the end of every month highlights or just things I was grateful for. I’ve actually just remembered to write my letter to March and, although, we’re almost halfway through April I think I owe  March a few words at least because last month means a lot to me. Events seem surreal either when they are unexpected like a surprise from life, unplanned, a stroke of luck, a turn of events or when they never seem to come. When they slip through our fingers like smoke, when the waiting extends time and you stop thinking WHEN  I’ll finally make it, you start thinking IF I’ll ever do. 

March for me erased all the if and finally became a when, a date, a finish line, a  long-awaited achievement. If you live with anxiety anticipation is not exciting at all, on the contrary, it can be consuming but I had the proof that no matter what your fear want you to believe, everything in the end will turn up fine and every sacrifice and hard work will be paid off. I understood that that the perfect moment is to be found among lots of imperfect moments and its beauty and perfection lies in being an exception, the perfect balance among the chaos. In all my fears and anticipations I would never imagine that on the 22nd of March we would enjoy a lovely sunny day, a real gift from the unpredictable month. My story of the last six year is not straightforward and still there are so many dots I can’t connect, so many questions that are waiting to be answered. Now, however, I have a brand new starting point. It is thrilling and terrifying at the same time having a blank page ready to be filled with new words, better words.

Perhaps It really was the end of winter and we just have to wait for spring to blossom. 

 

 

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