L’alchimia e il sogno di Gucci Garden

 

Gucci Garden

 

Esiste un posto nel cuore di Firenze dove è possibile perdersi in un mondo onirico e dimenticare la realtà. Dove la moda è sogno, alchimia, mistero. Lo storico Palazzo della Mercanzia custodisce come uno scrigno un tesoro prezioso: l’archivio Gucci, di cui Firenze è orgogliosa città natale. Gucci Garden incanta e racconta un mondo multidimensionale fatto di simboli ammalianti. 

Quando la porta di vetro si apre svelando un ipnotico ingresso rosa, colore chiave del Gucci Garden, presente e passato si fondono in un’unica storia ininterrotta. Non si tratta di un museo piuttosto di un’esperienza a 360 gradi. Il viaggio attraverso il prezioso archivio non segue un ordine cronologico preciso. Si tratta, invece, di un percorso tematico che si articola in sei stanze.

 

La Galleria gioca con i sensi coinvolgendo il visitatore attraverso abiti, accessori iconici, installazioni artistiche, video e veri e propri cimeli che raccontano l’identità di uno dei brand più amati dalle nuove generazioni. Ad ascoltare le curiosità delle guide e, sicuramente, anche a condividere sui social tanti giovanissimi conquistati dalle creazioni uniche di Alessandro Michele.

Come ogni giardino, anche il Gucci Garden è popolato da animali e insetti: api, serpenti, farfalle e draghi. Il nuovo si confonde con i capi vintage e le creazioni di Tom Ford e Frida Giannini, in un caleidoscopio di forme e colori. 

 

 

“I went to the garden of love, and saw what I never had seen”.
  William Blake – The garden of love 

 

Gucci Garden

 

Nella boutique l’atmosfera è frizzante, è palpabile la consapevolezza dei visitatori di trovarsi in un posto unico. Tutti i pezzi venduti nella boutique del Gucci Garden, infatti, sono capi esclusivi. Penso allora all’emozione di un turista che acquista un capo, già souvenir di lusso, e di come in futuro racconterà ai nipoti di quel mocassino broccato nato a Firenze. In un mondo in cui possiamo avere tutto, ovunque, c’è della magia nell’idea di esclusività. 

A completare l’esperienza sensoriale c’è la Gucci Osteria curata da Massimo Bottura, chef italiano di fama internazionale. Il menu richiama l’dea del viaggio attraverso piatti che fondono la tradizione italiana con sapori inediti, in perfetta sintonia con l’anima cosmopolita ma tradizionale del posto. 

L’impatto con Piazza della Signoria gremita di turisti ci riporta immediatamente alla realtà: forse è stato un sogno ma di sicuro nel Gucci Garden “ho visto ciò che non avevo mai visto’’. 

 

 

 

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