Ritorno a Londra – A photo diary

// LONDON 

 

 

 

La nebbia, il cielo grigio e la pioggia sottile: la giornata londinese che ti aspetti. Non cerco l’estate tutto l’anno, anzi l’inverno è la stagione con cui mi identifico di più. Gennaio però mi trova sempre malinconica e poco motivata. Il timore degli inizi può essere limitante quando riduce un’occasione di slancio ad un momento di tensione. Se iniziare si rivela un passo faticoso, se sono troppe le domande, fermarsi a cercare risposte non è una soluzione salutare. Partire è essenziale anche se difficile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Partire per scoprire il nuovo o per riscoprire con nuovi occhi. Partire per comprendere che gli inizi non sono così spaventosi se visti da una prospettiva diversa. Partire per ritrovarsi nello stesso posto a distanza di anni e realizzare quanto si è cambiati. Londra è diventata nel tempo un punto di rifermento e di ripartenza, un rimedio per la carenza di ispirazione, entusiasmo e leggerezza. E’ la canzone preferita di sempre, il bicchiere di vino riservato alle occasioni speciali, l’amico che non vedi da tempo. Momenti nei quali ritrovare note familiari e scoprirne di nuove. 

 

 

 

 

 

Ritornare è rassicurante ma non per questo meno entusiasmante. Chi ama la grande città sente la mancanza della sua anima dinamica e vivace, degli spazi enormi in cui nascondersi tra la folla per osservare il mondo che scorre intorno, ipnotico. L’artista di strada, il comico, chi è in ritardo e si affretta, chi festeggia, chi si sente perso e solo, chi cerca qualcosa al mercatino delle pulci, chi merita di più dalla vita, chi cammina contento di ciò che ha. Le città come Londra sono fatte di contraddizioni, dove opportunità e solitudine si confondono e si diventa invisibili in un battito di ciglia. 

 

 

 

 

 


 

 

 

E’ un rischio che forse vale la pena correre, anche solo per avere il cinnamon bun a portata di metro, ma soprattutto per la creatività, la diversità, la cultura. Così tante possibilità da fare venire le vertigini. All’inizio. Finché gli occhi non si riempiono della vista e fissano la bellezza dell’orizzonte; allora un vetro invisibile è una protezione sufficiente davanti alle infinite vite che si potrebbero vivere in una grande città.

 

 

 

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1 Comment

  1. Filomena Amodeo
    Gennaio 17, 2020 / 12:45 pm

    Leggere Terry love è sempre emozionante; è vivere ciò che racconta.👏

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