Cosa indosseremo quando la quarantena sarà finita?

 

Pensare troppo al futuro non è mai consigliabile, alimenta la paura, crea una sofferenza spesso inutile.
In modalità sopravvivenza cambiano i comportamenti e le priorità, si pensa al presente. Eppure in queste giornate che possono sembrare interminabili e tutte uguali, pensare al “dopo’’ può rivelarsi un’attività positiva, un inaspettato esercizio di speranza. 

Abbiamo messo da parte alcuni di quei riti che scandivano le giornate per sostituirli con altri, stiamo lentamente creando nuove abitudini, nuovi modi di imparare, di lavorare, persino di vestirci. C’è chi ha trasformato il pigiama in divisa, come in un’eterna domenica, chi si cambia esclusivamente per indossare la tuta, chi non vuole perdere piccoli momenti di normalità, come mettere il rossetto sotto la mascherina o indossare un vestito per l’aperitivo su Zoom. 

Tra uno sbalzo d’umore e l’altro spesso mi chiedo: cosa indosseremo quando la quarantena sarà finita? Torneremo agli abiti e alle abitudini di consumo di sempre? Continueremo a comprare troppo e a dimenticare nell’armadio? Sento il bisogno di riempire di significato ogni aspetto di una vita non più scontata, di scegliere i vestiti con cura, di acquistare con lentezza ma anche di osare e rompere le regole. In questo momento gli outfit primaverili passano in secondo piano, preferisco pensare a quando indosserò di nuovo i jeans, a quando acquisterò un abito leggero di seta, color carta da zucchero e sarà speciale.

Sto scegliendo con cura le cose che faranno parte dalla vita dopo, si accumulano in una lista che sicuramente non scriverò, in modo da ricordare solo l’essenziale. Come dire sì alle cose messe da parte e rimandate per troppo tempo, non rinunciare ad essere appariscente ogni tanto, lasciare le fashion victims nel decennio passato e finalmente riscoprire nella moda un’occasione di empowerment, per tutti.

In queste giornate di abbigliamento basic, in cui i calzini prendono finalmente la rivincita sulle scarpe,  osservo e scopro nuovi brand, assaporo la possibilità di poter decidere come sarò quando torneremo a preoccuparci di cosa indossare.

La chiave di lettura di quello che sarà, di ciò che indosseremo non va cercata nel passato, in un mondo che non esiste più nelle forme di prima, ma in nuovi modi di pensare, costruire e creare. Vogue Italia, per la prima volta nella sua storia, pubblica una copertina completamente bianca. Il candore dalla pagina, segno di rispetto e speranza, è rivolto ad un futuro tutto da scrivere, anche nella moda.

 

Follow:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *